Annalisa, una cameriera in un hotel veneziano, si lascia trasportare da un sogno erotico davanti a uno specchio. Si immagina come una sposa sensuale, esplorando il proprio desiderio e scoprendo una nuova parte di sé.
Un sogno a occhi aperti
Annalisa si muove con grazia tra le stanze dell’hotel veneziano, il carrello delle pulizie che scorre silenzioso sul pavimento di marmo. Ha trentotto anni, ma il suo sguardo conserva una malizia giovanile, un lampo di curiosità che tradisce i suoi pensieri più intimi. Indossa la divisa da cameriera, semplice e funzionale, ma oggi la sua mente è altrove, lontana dai compiti quotidiani. Mentre sistema i cuscini sul letto a baldacchino, il suo sguardo cade sullo specchio a figura intera che domina una parete della stanza. È un oggetto comune, eppure, in quel momento, diventa il portale di un sogno proibito.
Le dita di Annalisa sfiorano la superficie lucida dello specchio, come se potessero attraversarla e trasportarla in un altro mondo. Chiude gli occhi per un istante, inspirando profondamente il profumo di detergente e fiori freschi che permea la stanza. Quando li riapre, il riflesso che le rimanda non è più quello di una semplice cameriera, ma di una donna trasformata, avvolta in un’aura di desiderio e mistero.
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