Calore Cubano

Yara e Camila coinvolgono Niccolò in un'intensa mattina di passione all'Avana, tra caffè, docce condivise e desideri senza freni.

Vapore e passione

La luce del mattino filtra attraverso le persiane di legno, scalfite e malconce, disegnando strisce di luce sul pavimento di piastrelle screpolate. Il calore umido dell’ Avana si insinua nella stanza, pesante come una coperta bagnata, e mi sveglia piano piano. Le lenzuola sono aggrovigliate attorno alle gambe, la pelle appiccicosa di sudore e di qualcosa di più intimo, di più selvaggio. Mi muovo, e un dolore sordo mi attraversa i muscoli, ricordandomi ogni singolo gemito, ogni morso, ogni spinta della notte scorsa. Porca puttana. Non mi sono mai sentito così… usato. Così completo.

Sollevandomi su un gomito, sbatto le palpebre contro la luce abbagliante. La stanza è un caos di vestiti sparsi, bottiglie vuote di rum sul comodino, e l’odore muschiato del sesso che ancora aleggia nell’aria. Poi la vedo. Yara. È in piedi vicino al piccolo tavolo di legno, nuda, con i capelli neri che le ricadono disordinati sulle spalle. La sua schiena è rivolta verso di me, le curve del suo corpo si muovono con una grazia felina mentre versa qualcosa in una tazzina di ceramica sbeccata. Il suo culo è tondo, sodo, e vedo ancora i segni rossi delle mie dita su quelle cosce. Dio, quanto vorrei morderla di nuovo.

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Calore Cubano
Episode 5
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