Asia asiabvogue | Storie Accanto Podcast e storie erotiche

Eccitami

(E’ un invito: eccitami. Che Asia raccoglie con malizia)

Sto aspettando l’arrivo di Asia, l’amica di Baian.
E’ il dazio per arrivare a lei, per poter rivedere Baian.

Inganno il tempo guardando fuori dalla finestra, il palazzo di fronte.
Ci sono altre finestre, alcune aperte, altre chiuse.
Vedo sagome, persone, che appaiono per qualche istante e poi scompaiono dietro le tende, dietro i balconi. Alcune indaffarate in qualche faccenda di casa, altre in ozio, sigaretta in bocca, appoggiate al davanzale che guardano fuori. Uno in particolare, e sta guardando me, mentre io guardo lui.
Vediamo chi stacca per primo.
Niente, nessuno dei due cede. Continuiamo a sfidarci con lo sguardo.
E’ un uomo, sui quaranta. Jeans, camicia bianca. Capelli scuri. Non riesco a vedergli i lineamenti, troppo lontano.
Ok, stacco io. Abbasso gli occhi e guardo la strada. Quando li rialzo, distrattamente, lui non c’è più. La sua finestra è chiusa, la tenda tirata. Un po’ mi dispiace e non capisco bene il perchè. Qell’uomo è un “deja vu”…


Suona il campanello, rispondo al citofono

è Asia.

“Sali pure, quarto piano”.


Apro la porta, davanti a me una ragazza, mora con i capelli raccolti in una lunga treccia, occhi intensi ed espressivi, un neo sopra le labbra, camicetta e gonna corta, scarpe con il tacco rosse fuoco. Ci guardiamo, un attimo di imbarazzo, poi Asia sorride e mi saluta.

“Piacere, sono Asia… Baian mi ha detto che oggi avresti avuto del tempo per me… spero di non aver rotto i tuoi piani, davvero, io…”
“Non ti preoccupare, ho del tempo per te, tranquilla, entra pure.”
La guardo e inizio a pensare se l’ho già incontrata. Il suo viso non mi è nuovo. Soprattutto il suo sorriso penso di averlo già visto… Oggi è davvero il giorno delle persone che penso di avere già visto prima…

Una ragazza gentile, un po’ timida. Cerco di metterla a suo agio, le offro un caffè.
Quindi? fai la modella di professione?
“No, no. Sto iniziando a fare un paio di book, qualche scatto dove capita. Mi piacerebbe, ma non ho ancora capito se sarà il mio mestiere… Baian mi ha detto che sei brava, soprattutto a cogliere cià che altri non vedono, ha detto, e così eccomi qua. Tu? Fotografi da molto tempo?”
“Una decina d’anni. Ma mi occupavo di altre tipologie di scatti. Copertine, servizi per giornali.”
“E poi? cosa è accaduto?”
Mah, si cambia. Tutto qui.” ho tagliato corto.
“Allora, Asia, iniziamo?”
“Si, certo” e dicendo così si alza e con lo sguardo cerca qualcosa.
“Cerchi un posto dove cambiarti?”
“Cambiarmi? In realtà non ho portato nulla per cambiarmi, pensavo di posare nuda… ti ha detto Baian?”
“Cosa?”
“Che mi piacerebbe un servizio di nudo… se ti va, ovviamente..”
“Ah. No, non mi ha detto. Però non ci sono problemi, davvero. Beh, se vuoi spogliarti dietro quel separè…”
“No, non c’è bisogno, grazie.”
E detto questo Asia inizia a sbottonarsi la camicetta.
Faccio altro, tolgo le tazzine di caffè, aggiusto le luci, prendo la mia macchina fotografica ma nel frattempo con la coda dell’occhio la guardo in reggiseno nero di pizzo. Poi è il momento della gonna, la fa scendere lungo le gambe muovendo il bacino, fino a sfilarla dai piedi. Mutandine nere.
Mi guarda, la guardo.


“Che dici? Tolgo tutto?” mi chiede.

“No, iniziamo così, poi vediamo”
Noto dei tatuaggi sotto il seno e uno circolare attorno alla coscia.
La sensazione di averla già vista, ora che è nuda e con quei tatoo, si fa ancora più viva, ma proprio per questo motivo più improbabile.
“Iniziamo?” mi chiede.
“Certo” rispondo, piacevolmente colpita dal suo fisico proporzionato e aggraziato e dalle sue movenze armoniose.
“Dimmi pure come mi devo mettere, sei tu la fotografa…” mi dice.
Io mi incanto un attimo e poi, soprendendo anche me stessa, le chiedo: “Ti dispiacerebbe se ti riprendessi anche in video?
Non so bene perchè l’ho detto e perchè l’ho fatto. Forse appunto per la piacevole sensazione che ho avuto vedendola muoversi, togliersi la biancheria. Un movimento così sinuoso e sensuale che non può essere colto da una macchina fotografica, ma solo da una videocamera.
Un’azzardo? Può essere.
“Nessun problema, Sophie. Anzi, mi fa piacere che tu me lo proponga, sarebbe la prima volta per me.”
Con la macchina fotografica a tracolla, prendo in mano la videocamera ed inizio ad impostare il set.
“Asia, ora non ci restare male, ti chiederò di posare in alcune situazioni… diciamo… al limite. Voglio capire come rispondi.”
“D’accordo Sophie, ci provo.”


Inizio con un nastro rosso che pende dall’alto. “Asia, prendi il nastro e giocaci, copriti, usalo come velo per coprirti leggermente, fammi vedere cosa sai farne…”
Asia guarda il nastro, lo prende in mano, ci pensa un paio di secondi e poi, guardando dritta in camera, inizia a muoversi assieme in una danza lenta e sensuale. Mi fermo, sorpresa. Capisco in un attimo che la tipa sa farci, e attivo il Rec della videocamera.
Asia, fai di testa tua, io guardo e riprendo.”


Asia mi guarda e sorride con un inedito fare malizioso.

La ragazza timida e gentile sta cambiando pelle, sta mettendo in scena la sua rappresentazione migliore.
Continua la danza con il nastro, e io ad un certo punto mi rendo conto che sto scomparendo ai suoi occhi, Asia sta eseguendo una performance che va oltre a chi le sta davanti, sta immergendosi in una dimensione in cui lei stessa dialoga con il proprio corpo, e il suo corpo con lei.
Ad un tratto muove le mani dietro la schiena e slaccia il reggiseno, gettandolo in un angolo. Prende i seni tra le mani e mi guarda fissa, iniziando un gioco di palmi di mano e polpastrelli sui capezzoli.
Tentenno.
Infine toglie anche le mutandine, rimanendo solo con le scarpe con il tacco di vernice rossa. Uno spettacolo per gli occhi e per i sensi.

Ora usa il nastro per coprire il sesso, ma allo stesso tempo sembra uno strumento di piacere. Si accarezza, offre alla camera le sue intimità, passa le mani sui fianchi, sulle coscie, sulle natiche.
Mi fermo.
“Asia, fermiamoci un attimo, devo riprendermi” dico sorridendo.
Asia mi guarda e risponde al mio sorriso, compiaciuta.
“Sono andata bene?” Mi chiede.
“Direi di si, ma non mi dire che è la prima volta che lo fai…”
“Non è la prima volta che lo faccio, ma è la prima volta che lo faccio di fronte a qualcuno“.
La guardo, quel sorriso… quello sguardo, quel neo… quei tatoo… Ma si! Ecco dove l’ho già vista! La ragazza del sogno del chupa chups!
Sophie, ma cosa stai pensando? Hai incontrato un personaggio dei tuoi sogni?
Ancora turbata dalla presunta scoperta, cerco di riprendermi e rispondo: “Cioè fai queste cose da sola? In casa tua?”
“Si, mi diverte molto. Proprio sola no, spesso lo faccio con la mia passione segreta… un lecca lecca…”

Ep14 foto

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Eccitami
Episode 8
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