Sophie | Storie Accanto Podcast e storie erotiche

Il gioco di Baian

(Il gioco di Baian è un gioco intrigante, e include Asia…)

La notte porta consiglio, dicono.
Avevo bisogno di ripensare all’esperienza che Selene mi ha fatto provare, con la sua app e quei sogni tremendamente realistici.
Che poi chissà se è davvero l’app che produce quelle visioni…  ci credo poco, e invece ritengo più probabile che sia la mia mente malata a produrle.
Malata, certo.
Una mente sana non ha bisogno di generare virtualmente queste situazioni, no? 


Ed è per questo motivo che vado da Marina, una psicologa. 
A proposito, devo ricordarmi del dipinto con cui ci siamo lasciate l’ultima volta, è il “compito per casa” che mi ha consegnato, quello di analizzare quel disegno e di raccontare cosa ci vedo dentro…

Ma prendo il cellulare in mano e apro Instagram.

Una decina di notifiche.
Scorro le prime, nulla di che, modelle che mi chiedono, che si offrono.
Poi lei, Baian!
Ha commentato il mio post con la foto delle sue mutandine: “Ce ne hai messo di tempo…
Passo immediatamente ai messaggi e scrivo, mentendo spudoratamente: “Ho avuto da fare. Le rivuoi?” e invio.

Guardo lo schermo ipnotizzata, attendo. Stringo il cellulare, non mollo lo sguardo.
Pochi secondi o chissà quanti, e arriva la risposta: “Tranquilla, ne ho altre di uguali. A meno che…”.
Digito compulsivamente sulla tastiera virtuale: “A meno che?”.
Risposta a stretto giro, come si dice: “A meno che non sia tu a volere qualcosa…”.
I puntini di sospensione mi innervosiscono, oltre che in questo caso ad eccitarmi fuori dei modi.
“Può essere. Se hai tempo rivediamoci” smorzo e fingo elegantemente.
“Se può essere, allora sarà a tempo debito. Prima ho un favore da chiederti, se sei interessata ovviamente…
“Quale?”
Un’amica. Cerca una brava fotografa. Ho pensato a te. Ma solo se hai voglia…
Maledetti puntini di sospensione. Certo che ho voglia, e sai anche di cosa. E’ un ricatto. Una condizione. Mi ha capita e mi sta usando.
Cosa faccio? Lascio perdere? Faccio saltare il banco? Sono debole, non ce la faccio. Devo rivedere Baian e devo capire un po’ di cose.
“Ok, mi è saltato proprio un appuntamento per domani. La tua amica ce la fa al pomeriggio?”
Un attimo di attesa. Prevedibile.

“Ha risposto di si, ok per domani pomeriggio. Si chiama Asia, le do il tuo indirizzo e il tuo numero. Poi noi ci sentiamo…”
Ancora i puntini di sospensione. Devo trattenermi.
“Ok”. Due lettere, e dentro un mondo.

Butto il cellulare sul letto e distesa allargo braccia e gambe, a croce. Fisso il soffitto, non so se essere triste per essere stata scoperta da Baian, svelata nella mia fragilità, oppure se essere felice per aver trovato la possibilità di rivederla.
Tra di noi c’è l’appuntamento di domani, con Asia.
Non mi interessa Asia, la trovo un impiccio e comunque la prova della mia debolezza.

Mi alzo, nuda.


Cammino verso il bagno, apro la porta della doccia e lascio scorrere l’acqua calda.
La sento scaldarsi con la mano. Poi faccio un passo ed entro.
L’acqua mi bagna i capelli, chiudo gli occhi, poi scende su di me. Sento il caldo avvolgermi, ma non mi basta, la voglio più calda, sposto ancora di più la leva del rubinetto.
Ora quasi scotta, ma resisto. Voglio arrivare alla soglia tra restare ed uscire, tra desistere e resistere. Voglio arrivare dove sono arrivata con Baian, lasciarla andare o rincorrerla. Dimenticarla o capire.
Non mi accorgo che con la mano sinistra mi sto coprendo a conchiglia il pube. Alzo la destra e mi appoggio alla parete della doccia. Con la prima inizio ad accarezzarmi, finchè trovo il pertugio, caldo. Allargo piano le gambe, e trovo consolazione.

Sophie 16

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