Baian Mobarack | Storie Accanto Podcast e storie erotiche

La pelle di Baian

(Baian torna a riscuotere dopo il gioco con Asia. La pelle di Baian…)

Dunque, come è andata con Asia?
Leggendo il messaggio sentivo nella mente la sua voce, la sua ironia, e anche una dose di sarcasmo…
“Bene, bella e tosta.”, rispondo brevemente.
“Immagino che ora tu debba lavorare alle sue foto e che non ci siano grandi spazi per…”, allude Baian.
E di nuovo sento la sua voce che vuole dire anche se non dice.
“Per?” chiedo io, che so senza dire di sapere. O spero di sapere, almeno.
“Per un nuovo servizio, con un’altra.”
“Come è questa ‘altra’?”
“Più tosta ancora. Più scura. Più… difficile, direi. Sfuggente, per alcuni versi. Ma che dà soddisfazioni, grandi soddisfazioni.”
“Sono curiosa. Facciamo domani? Anzi, no. Dille adesso, poi non avrò tempo. Se può, bene… altrimenti… peccato.”.
Occhio per occhio e dente per dente, no?
Risponde Baian: “Uhm. Devo chiedere, chissà cosa sta facendo in questo momento..”
“Aspetto, Baian. Dammi conferma”
Qualche secondo, e poi l’emoji del pollice alto. Arriva.

Il campanello suona. Mi avvicino alla porta, metto la mano alla maniglia e aspetto che l’ansia e il respiro si plachino. Sono giorni che attendo questo momento e che le sue mutandine “dimenticate” sul divano mi fanno compagnia dentro la borsetta.

Apro.

Baian.

In posa, con un braccio appoggiata allo stipite della porta. Occhiali scuri e il sorriso che si apre sulle labbra carnose.
“Ciao Sophie.”
“Ciao Baian, che sopresa, aspettavo una tua amica…” fingendo sicurezza.
“Non ce l’ha fatta, allora sono venuta io. Ti dispiace?”
“Scherzi? E’ un piacere, così ne approfitto per renderti una cosa tua che hai lasciato qui l’ultima volta.”
Mi giro, prendo la borsetta, la apro ed estraggo le mutandine. Gliele porgo stringendole con due dita per un lembo.
“Grazie Sophie, ti avevo detto che potevi tenerle, se volevi.”
“Io in realtà volevo altro da te, ma sei scappata”. Ecco, è bastato un attimo e il palco mi è crollato addosso. Misera me. La guardo con un misto di imbarazzo e pudore, per il sentimento appena manifestato.
Lei mi guarda per un secondo, poi si avvicina e mi bacia sulla guancia.
“Hai ragione” dice “sono scappata”.
Si guarda intorno, quasi per sdrammatizzare la scena. “Bene, vogliamo farlo questo servizio? Io ne ho tutte le intenzioni, e tu?” mi chiede.
“Certo Baian, anch’io. Vuoi cambiarti?”
“Si, grazie.” E a passi sinuosi raggiunge il bagno portandosi dietro la sua borsa.
Tiro un sospiro. Guardo nel vuoto per qualche secondo ed infine decido. Prendo la macchina fotografica, accendo le luci.


Da dietro la porta del bagno mi chiama: “Sophie? Puoi venire ad aiutarmi?
Apro la porta e la trovo con solo un body di velo nero aperto dietro la schiena, che però le fascia il collo, slanciandola.


“Credo di avere impigliato la collanina nel velo, dietro sul collo. Mi aiuti a toglierla?”

Non le credo, e faccio bene. La collanina non è impigliata, ma sto al gioco. Prima di toglierla armeggio un po’ con la collana, e con le dita le sfioro il collo. Mi avvicino con il corpo al suo, aderendo con il mio bacino ai suoi glutei, e sento scioglersi le mie difese. Baian accoglie il mio movimento, e poi spinge il suo bacino all’indietro, aderendo ancora di più al mio. Sento il suo profumo, il suo collo e vicino alla mia bocca.
Vedo i suoi occhi sullo specchio che cercano i miei. Decido di resistere, e resisto. Sgnacio la collanina e gliela porgo da dietro le spalle, fissandola sullo specchio.
“Grazie Sophie”
“Di niente, Baian. Vieni?”
Raggiungiamo il set e inizia a muoversi e io a scattare.
Ci conosciamo a memoria, anche se ci siamo viste solo una volta, e gli scatti si susseguono con fluidità e naturalezza. Lei si muove, si mette in posa mentre io, come una luna attorno al suo pianeta, le giro attorno e fisso immagini di sensi accesi, pelle scura lucente, mani che coprono e scoprono, sguardi maliziosi. E’ brava e bella, eccome se lo è.

Poi, guardandomi nell’obiettivo, scopre il seno dal velo, lo avvolge con il palmo delle mani, attende qualche attimo ed infine lo libera ai miei occhi, divaricando le gambe e rimanendo così, nuda di fronte a me. Smetto di fotografare, lascio scendere la macchina fotografica al collo. La guardo, con il respiro corto che spero lei non senta.

“Dicevi che volevi altro da me.” dice continuando a fissarmi in quella posizione.
“Già” rispondo io.
“Posso sapere cosa?”
“Una risposta ad una domanda.”
“Quale domanda?”
Tra noi… quel giorno… cosa c’è stato?
“Cosa temi sia accaduto?”
“Non so, sono confusa, mi sono svegliata e non so dire cosa ricordo.”


Temi di aver fatto l’amore con me?

“Abbiamo fatto l’amore?”
Te lo perdoneresti?
“Abbiamo fatto l’amore?”
“Ti scandalizzeresti con te stessa all’idea di aver fatto sesso con una donna, con me?”
“Rispondi.”
“Facile così, troppo facile, Sophie. Abbiamo finito?”
Mi riprendo e cerco di razionalizzare. “Baian, sono confusa. Da quel giorno ho perso alcune certezze della mia vita, e forse mi potrebbe essere utile sapere se almeno quelle che ricordo sono fantasie o sono accadute davvero.”
“Che differenza farebbe? La domanda che ti devi fare è un’altra: mi vuoi o non mi vuoi?

E mentre mi pone la domanda, fa scendere le braccia lungo i fianchi e inarca leggermente la schiena. Il seno lucido di sudore sporge verso di me, e i capezzoli scuri, ora turgidi, si alzano e si abbassano con il suo respiro, che non è meno corto del mio.
Si avvicina di un passo, e continuando a guardami negli occhi mi prende la mano e la porta al seno, e lentamente sfiora il capezzolo al palmo, strofinandolo dolcemente avanti e indietro. Poi chiude la mia mano sul seno, premendola contro. E avverto il calore, sulla mano che stringe quella carne calda e morbida, e all’inguine, il mio inguine, che sento bagnarsi.

Improvvisamente mi lascia andare la mano, si ritrae, si volta e raggiungendo il bagno mi dice “pensaci.”

Impietrita, continuo a sentire il suo odore e a vedere la sua pelle nera lucente davanti a me. Anche ora che se ne è andata.
Anche ora che, abbandonata sul pavimento e aperti gli short, la mia mano apre le labbra con due dita e con un altro entra a cercare la risposta ad una domanda:

“Mi vuoi?”


Baian 22
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