Mon chéri,
Non più una foto, ma carne e sangue, il profumo di gardenia e tabacco che riempie l’aria, il suono dei suoi tacchi che clicchettano sul pavimento di legno mentre si avvicina. “Non avere paura, mon chéri,“ sussurra, la voce un misto di fumo e miele, l’accento francese che avvolge le parole come seta. Le sue dita—fredde, nonostante il calore del suo corpo—si posano sul colletto della maglietta di Leo, slacciando i bottoni uno a uno con una lentezza che è tortura pura. Lui rimane immobile, il respiro affannoso, mentre lei gli sfila la stoffa dalle spalle, le unghie che gli graffiano leggermente la pelle, lasciando solchi rosati che bruciano come fuoco.

