Segreti di Cera e Ombre

S.Acc1642

Venezia, agosto. Mentre Cristina ascolta, rapita, la sua amica rivive un massaggio sensuale e segreto: seta, olio caldo e mani esperte che esplorano ogni parte del corpo, fino a un orgasmo totale.

Sensazioni inaspettate

L’ aria di agosto avvolge Venezia come un abito di seta calda, denso e profumato di salsedine. Sono seduta su questa panchina di legno consumato, le gambe accavallate, lo sguardo perso nel riflesso dei lampioni che danzano sull’acqua scura del canale. Cristina è accanto a me, il suo ginocchio quasi tocca il mio, e sento la sua attenzione riposarmi addosso come qualcosa di tangibile.

«Raccontami tutto» sussurra, e la sua voce trasporta una curiosità che vibra nell’umidità della serata.

Respiro profondamente. Il ricordo affiora, nitido e imbarazzante, e sento le guance scaldarsi nonostante l’ umidità della notte. Chiudo gli occhi per un istante, e improvvisamente sono di nuovo là, in quel corridoio stretto con le pareti color ocra, dove le fiamme delle candele proiettavano ombre che sembravano avere vita propria.

«Era un luogo… diverso» inizio, con voce più bassa del normale. «Non so nemmeno come ci sono arrivata, sai? Ricordo solo il profumo di sandalo nell’aria, mescolato a qualcosa di più intimo, di più antico.»

Cristina si volta verso di me, e intravedo il suo profilo illuminato dalla luce tenue dei lampioni. «Non sapevi dove stavi andando?»

«No. Era come se il posto mi stesse chiamando.» Mi porto una ciocca di capelli dietro l’orecchio, un gesto nervoso che non riesco a controllare. «La musica è stata la prima cosa che ho notato davvero. Lenta, ipnotica. Non saprei dire se fosse jazz o qualcosa di etnico, ma sembrava scivolarmi sotto la pelle.»

Riapro gli occhi e guardo l’acqua del canale, ma vedo ancora quella stanza. Il lettino basso coperto di lenzuola di seta color crema. Le candele disposte in cerchi perfetti. E la donna — non ho mai saputo il suo nome — che mi ha accolto senza parlare, solo con un cenno della mano.

«Mi ha bendato» continuo, e sento un brivido corrermi lungo la schiena. «Una benda di seta nera, così morbida che quasi non sentivo il tessuto. Solo l’oscurità. Completa.»

Vuoi continuare a leggere la storia e vedere foto e video? Effettua il Login oppure Iscriviti adesso.
Condividi la storia
error: I contenuti sono protetti | Content is protected