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Spogliandomi per Asia


A volte non sai dove vai a finire fotografando.

Si, il mio è comunque un lavoro e le modelle sono delle professioniste che concluso lo shooting si rivestono e mi salutano, dandoci appuntamento al prossimo set. Ma non sempre finisce così…

Subito dopo l’incontro con Baian nel mio studio ho deciso di distrarre la mente e il cuore con il lavoro. Ho bisogno di nuovi stimoli.
Non avevo più pensato ad Asia, e alla netta sensazione di averla sognata mentre giocava con il chupa chups, ma quando si è presentata l’occasione di avere un set in una camera di un albergo… beh, non ho potuto evitare di pensare che era la situazione perfetta per lei, così riservata all’inizio del primo shooting ma poi visibilmente a suo agio in pose molto erotiche.

Al telefono si è resa disponibile, ma mi ha chiesto cosa deve fare oltre a spogliarsi…
Sono rimasta un po’ di stucco a quella domanda, poi le ho risposto che ci saremmo inventate qualcosa, anche in base al momento, al contesto.
Ha chiuso la telefonata dicendomi che avrebbe portato anche Jimmy.

Strana questa ragazza, ho pensato. Spero che Jimmy non ci sia d’intralcio e che se ne stia buono e zitto in un angolo.

Sono arrivata in albergo un’ora prima, per preparare il set, sistemare l’arredo, trovare le luci più giuste.

Puntuale, ha bussato alla porta della camera, le ho aperto e mi sono trovata difronte la bella Asia, capelli lunghi, neri, lucidissimi. Occhi marroni, ambrati, lo sguardo sorridente e accogliente, ma con un accento di malizia che traspare appena, e ti cattura. Le labbra, carnose ed armoniose, trasmettono una sensualità che cresce appena si schiudono e aprono al sorriso. Le movenze lasciano immaginare le forme sotto i vestiti, è certamente un messaggio, una volontà, che ammalia e mi inguaia in un mio esagerato sguardo che stento a distogliere e per il quale rischio di apparire eccessivamente interessata.
Guardo dietro di lei, ma di Jimmy nemmeno l’ombra. Avrà cambiato idea, penso. Meglio così.

Nel frattempo Asia è entrata nella stanza, si è seduta sulla sedia accavallando le gambe nude e ha iniziato a fissarmi.
Mi dice che è molto contenta che io l’abbia richiamata, e di essersi resa conto che la volta precedente può essere apparsa inizialmente impacciata. Il fatto è che le metto un po’ di soggezione.
Io le rispondo che deve stare tranquilla, e che invece l’ho trovata alla fine molto spigliata e a proprio agio.
Il motivo, mi dice, è che alla fine ha iniziato a pensare a me, e ad immaginarmi nuda davanti a lei.

Ah… – rispondo.
Mi chiede se mi piacciono gli uomini o le donne.
Fai sempre conoscenza così? – ho risposto io guardando distrattamente dentro la macchina fotografica e fingendo di regolarne il diaframma.
Asia mi ha risposto che lo fa solo quando le intriga chi ha davanti.

Ah, quindi ora so che ti intrigo – ho risposto io.
E lei, pronta e maliziosa, mi ha detto che è sempre bene sapere le cose prima.
Si, certo, meglio saperlo – rispondo sorridendo e voltandomi per andare ad accendere le due luci ad ombrello. E mentre armeggio con le spine che non vogliono entrare, sento lo sfrusciare di vestiti che Asia sta iniziando a togliersi.
Guardo con la coda dell’occhio e la vedo in piedi, in mutandine, intenta a slacciare i bottoni della camicetta.

Un silenzio interessante e carico, fra noi, di studio reciproco.
Mentre indossa un vestitino aperto sui lati, estratto dalla sua borsa, mi chiede da dove iniziamo.
Dal letto, se vuoi – rispondo.
Certo che voglio – ribatte Asia.
Si stende sul ventre, braccia sotto il mento, e continua a guardarmi.
Dimmi, cosa ti piace? – mi chiede se la voglio ingenua, gatta morta, tigre oppure passionale…
Ti vorrei vera, con un desiderio autentico – rispondo – è troppo?
Asia allora alza per un attimo gli occhi e poi mi chiede se quindi voglio realismo. Se lo voglio, dice che devo collaborare.
– Certo – rispondo – ci mancherebbe.. cosa devo fare?
Asia risponde che devo eccitarla.

Cerco di non rendere evidente il mio imbarazzo. Guardo in basso, poi alzo lo sguardo e dico:
Posso provarci. Cosa ti piace?
Mi eccitano le gambe. Togliti i jeans – mi dice perentoria.

Non ci posso credere, in che situazione sto cacciandomi? Sono la fotografa e mi vedo mentre mi tolgo gli stivaletti e sfilo i jeans per eccitare la mia modella..
Butto di lato i pantaloni e rimango in slip e maglietta. Rimango in piedi, incrocio leggermente le gambe e faccio scendere le braccia lungo i fianchi.
Che ne dici? – chiedo io
Dico che come inizio non c’è male, Sophie. Andiamo… – risponde Asia.
Si gira su se stessa, ora è di distesa di schiena, inizia ad accarezzarsi le cosce, mette un dito in bocca, lo inumidisce, e lo passa dal ginocchio verso il pube, fermandosi alle mutandine, scorrendone il profilo sopra, avanti e indietro, fino a quando infila il dito sotto l’elastico e le scosta quanto basta per far apparire per un attimo la sua intimità.

Io scatto, e per farlo mi avvicino a lei, appoggio un ginocchio sul letto per potermi chinare su di lei.
Asia guarda la mia coscia, poi sposta lo sguardo tra le gambe. Inizio a scorgere desiderio nei suoi occhi, non una posa, ma una certa lussuria. Sarà vera?
Asia sale con le mani lungo il suo corpo tatuato e si prende il seno, ancora velato sotto un intimo che lascia poco all’immaginazione, lo stringe, lo accarezza, lo lascia per riprenderlo. Poi inarca la schiena quel tanto per riuscire a slacciarsi il reggiseno, che toglie poco a poco, mentre io continuo a scattare.
Ora lo lascia cadere.
E inizia a toccarsi piano i capezzoli, che inturgidiscono all’istante.
Chiude gli occhi e mi dice piano di togliermi le mutandine.

Sento che stiamo andando oltre, e non so cosa fare.

Poi ascolto la parte di me che urla piano di farlo e, lasciata per un attimo la fotocamera, mi sfilo gli slip, prima da una gamba e poi dall’altra, lasciandoli cadere sulla moquette.
Asia guarda dopo qualche attimo e mi chiede di prendere Jimmy dalla borsa.
Non capisco, ma eseguo l’ordine.
Prendo la sua borsa appoggiata sulla poltrona, la apro con delicatezza e con la mano indago al suo interno. Sento un oggetto dalla forma particolare, cilindrica, arrotondata. Ho capito.
Lo estraggo e lo indico ad Asia. – E’ lui Jimmy?
Mi fa cenno di si e glielo passo, imbarazzata quanto basta.
– Stai tranquilla, ora fingo un po’… – dice Asia.
Riprendo la macchina fotografica e scatto.

Asia gioca con Jimmy, lo prende in mano, con due mani, lo accarezza, lo manipola come fosse un membro, lo fa scorrere lungo le cosce, lo appoggia al pube, lo nasconde dentro le mutandine.
Lo prende in bocca, lo bagna di saliva, lo fa scivolare tra i seni, sul ventre, tra i tatuaggi del suo corpo.
Eccezionale, la ragazza sa farci, e non ha grandi remore. Mi sta insegnando un’arte che conosco ancora poco.
Dopo qualche centinaio di scatti, stremata dall’eccitazione per questo set così carico, le dico che può bastare.
Lei mi guarda e mi chiede se sono sicura.
Si, Asia. Basta così– dico io.- Ok… mi faccio una doccia, se permetti-  chiede Asia.

La Storia prosegue in doccia, se sei curioso..

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