Samanta entra in una sauna per scambisti, dove il calore e il vapore amplificano i suoi desideri. Incontra una donna misteriosa che scatena in lei un'attrazione inaspettata, portando a un'intensa esperienza lesbica sotto lo sguardo eccitato del suo compagno Davide.
Incrocio di sguardi
L’ aria è pesante, quasi liquida, quando Samanta varca la soglia della sauna. Il calore la avvolge all’istante, appiccicandosi alla pelle come una seconda pelle, facendole sentire ogni poro che si dilata, ogni goccia di sudore che scivola lungo la schiena. Il telo bianco, sottile come una garza, le aderisce ai seni, nascondendo appena i capezzoli già duri per l’eccitazione. Le gambe lunghe si muovono con una lentezza calcolata, i muscoli tesi sotto la pelle madida, il pube rasato che si intravede ogni volta che il tessuto si solleva con il movimento. Non porta nulla sotto. Non ne ha bisogno.
La sauna è semi-deserta, ma non vuota. Il vapore si attorciglia intorno alle panche di legno scuro, umido e caldo, carico dell’odore acre del cloro mescolato al sudore fresco. Qualche gemito soffocato arriva da dietro la porta a vetri smerigliati in fondo, dove due sagome si muovono in un’abbraccio troppo stretto per essere innocente. Samanta non si volta. Sa perché è lì. Sa cosa vuole.
Davide il marito è seduto su una panca nell’angolo più buio, le cosce aperte, il telo bianco drappeggiato con noncuranza sopra il bacino. Non nasconde nulla, in realtà. La forma del suo cazzo è evidente, tesa contro il tessuto, la punta già umida che disegna una macchia scura sulla stoffa. Le dita gli tamburellano sulle ginocchia, impazienti. Gli occhi sono fissi su di lei, scuri e lucidi, le pupille dilatate nonostante la penombra. Non sorride. Non deve. Il suo desiderio è già scritto nel modo in cui le labbra si schiudono appena, nel respiro che si fa più veloce quando lei si avvicina.
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