
Sotto una neve ovattata a Venezia, Enrica trova un libro misterioso in una biblioteca antica: gli erotici disegni risvegliano un desiderio nascosto che si scatena quando un uomo elegante la sorprende nella penombra.
Il libro rosso misterioso
La neve scende lenta su Venezia, avvolgendo la città in un silenzio ovattato. I canali, solitamente animati dal rumore dei remi e dalle voci dei gondolieri, ora sembrano addormentati sotto il manto bianco. Le calli deserte risuonano solo del lieve scricchiolio dei passi di Enrica, con i tacchi alti che affondano nella neve fresca. Lei cammina a passo svelto, con la gonna lunga che si muove sinuosa attorno alle sue gambe e i guanti di pelle che stringono una borsa di cuoio consunto. I capelli rossi, fiammeggianti come il fuoco, spuntano dal colletto del cappotto, incorniciando un viso pallido, con gli occhiali che nascondono in parte gli occhi verdi, intensi, quasi ipnotici.
La ” Biblioteca Antica ” di San Marco si erge davanti a lei, un edificio imponente con una facciata di pietra scurita dal tempo, le finestre ad arco coperte da tende pesanti che filtrano una luce dorata. L’aria è fredda, ma quando Enrica spinge il pesante portone di legno, un’ondata di calore umido la avvolge, carico del profumo di cera d’api, legno antico e pagine ingiallite. Il rumore della neve che cade svanisce, sostituito dal silenzio quasi sacro della biblioteca.
Gli scaffali, alti fino al soffitto a volte sono stipati di volumi rilegati in pelle, alcuni così vecchi che la polvere sembra fare parte delle loro pagine. Le lampade a olio appese a catene di ottone, proiettano ombre tremolanti sulle pareti, creando un gioco di luci che sembra danzare al ritmo del suo respiro.
Enrica si toglie i guanti, uno alla volta, lasciando che le dita sfiorino la pelle nuda delle mani, come se quel gesto potesse risvegliare qualcosa in lei. Si sistema gli occhiali, il suo sguardo che scorre lungo le file di libri, cercando qualcosa che non sa ancora di voler trovare. È una studentessa di psicologia, abituata a studiare la mente umana, i suoi meandri, le sue ossessioni.
Ma oggi non è qui per studiare. Oggi è qui perché sente un prurito sotto la pelle, un desiderio che non riesce a definire, qualcosa che la spinge a cercare tra questi scaffali polverosi.
Camminando tra le corsie strette, le sue dita sfiorano i dorsi dei libri, sentendo la consistenza ruvida della pelle, il solco delle lettere dorate. Il tacco dei suoi stivali batte sul pavimento di legno, un ritmo lento, cadenzato, quasi ipnotico. Poi, lo vede. Un libro, nascosto tra due volumi più grandi, la copertina di un rosso scuro, quasi nero, con un disegno intricato che sembra muoversi sotto la luce tremolante delle lampade.
Non ci sono titoli, solo un simbolo, qualcosa che assomiglia a un occhio chiuso con una lacrima che scende. Enrica esita un istante, poi lo estrae con un movimento fluido, come se temesse che qualcuno potesse vederla. Lo apre, e il profumo di inchiostro antico e qualcosa di più dolce, quasi muschiato, le sale alle narici.
Le pagine sono piene di illustrazioni. Corpi intrecciati in pose che fanno accelerare il suo respiro. Donne con le gambe aperte, uomini che le penetrano con sguardi carichi di dominio, bocche che si uniscono in baci famelici, dita che esplorano, lingue che leccano. Le didascalie sono in una lingua che non riconosce, ma le immagini parlano da sole.
Enrica sente un calore diffondersi tra le cosce, un formicolio che le fa stringere le gambe. Si morde il labbro inferiore, gli occhi che scorrendo avidamente sulle figure, sulle curve dei corpi, sui dettagli più intimi. Le sue dita tremano leggermente mentre volta pagina, e lì, una fotografia. Una donna in ginocchio, la bocca aperta, la lingua che fuoriesce appena, mentre un uomo le tiene i capelli, il suo sesso eretto vicino alle labbra di lei. Enrica trattiene il fiato. Sente il suo cuore battere più forte, e il sangue che le pulsa nelle vene …







