Baian Mobarack | Storie Accanto Podcast e storie erotiche

Voglio proprio lei – parte 2

(si mette bene, o molto male. In ogni caso voglio proprio lei…)

Si mette sempre il ghiaccio, mi dice. Può sempre servire…
Senza distogliere lo sguardo su di lei, con le dita della mano sinistra raccolgo il cubetto di ghiaccio dal mio bicchiere, lo porto alle labbra e lo succhio leggermente. Poi lo porgo a Baian, che fa altrettanto, dalla mia mano.

A quel punto lo faccio scorrere lentamente, passo dalle sue labbra al suo mento, poi al collo, arrivo al suo décolleté, mi soffermo, scivolo avanti e indietro un po’ di volte, finché vedo apparire i capezzoli sotto il leggero tessuto che li vela. Eccitata per quella provocata eccitazione, mi avvicino a lei e con la mano scosto il vestitino dal suo seno, che appare e sento turgido sotto le mie dita.
Non ce la faccio più.
Mi abbasso con il viso e prendo in bocca il suo capezzolo, e inizio a succhiarlo dolcemente, girandogli attorno la lingua. Baian inarca la testa all’indietro e geme appena, ma la sento.

Ora siamo distese, io su di lei, le nostre bocche unite in un bacio che non finisce più, le lingue intrecciate, le mani ovunque.

Ora invece sono io distesa a terra, e lei con la bocca tra le mie cosce. Le mie mani a stringere un lembo di tappeto per trattenere, per spingermi avanti, per scaricare l’eccitazione che mi sovrasta.

Ora siamo in piedi, lei appoggiata al muro con la schiena, io che prendo le sue mani e le apro le braccia, premendo il mio seno nudo sul suo, il mio pube sul suo.

Ora è lei distesa sul piano del tavolo, gambe piegate, e io a baciare senza fine il fiore delicato che fa capolino tra le sue gambe.

Poteva finire diversamente?
A quel semaforo ho pensato di no, e così è andata.

Ci addormentiamo una accanto all’altra, mano per mano.

Al risveglio non c’è.
Mi giro attorno, e tutto manca, tutto è assente.
Ci sono io, solo io e un grande vuoto dentro la testa e dentro di me.

Ho sognato tutto. Ho sognato anche i gemiti, gli orgasmi, il sudore della nostra pelle.
Non so cosa pensare, non so se ridere dall’imbarazzo o piangere dallo sconforto.

Sono nuda, decido di fare una doccia e sfogare sotto l’acqua scrosciante l’eccitazione che mi è rimasta appiccicata addosso.

Esco, mi rivesto, riprendo la mia vita perché devo uscire per un appuntamento. Dove ho messo la borsa? Ah, ecco, sul divano.
E queste cosa sono?

Mutandine.

E non sono mie.

Questo secondo video è un regalo che Baian ha voluto farmi.
Ma come si può tenere per sè tanta bellezza e sensualità? Fatene buon uso…

Baian studio01 12

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